HPV al maschile

Secondo i dati del CDC (Centro di prevenzione e di controllo delle malattie di Atlanta, USA), una percentuale tra il 50 e l’80% della popolazione statunitense è positiva al virus HPV (Papilloma Virus).

Numeri veramente altissimi. Per questo motivo sempre il CDC raccomanda la vaccinazione anche negli adolescenti maschi di 11-12 anni, tenendo presente che negli Stati Uniti quasi la metà delle ragazze adolescenti ha ricevuto la prima dose di vaccino e circa un terzo ha completato il ciclo di tre iniezioni proprie della vaccinazione contro l’HPV.

HPV in Italia

Una recente ricerca condotta in Italia dal Censis, su di un campione di 3.500 donne tra i 18 e i 55 anni, ha evidenziato nei quattro quinti delle intervistate una richiesta di maggiori informazioni sull’HPV.

Sempre questa indagine sottolinea che quasi tutto il campione femminile è a conoscenza che l’HPV è responsabile di diversi tipi di tumore (specie al collo dell’utero). E gli uomini? L’autorevole rivista scientifica Lancet ha pubblicato nel marzo 2011 i risultati di uno studio internazionale finanziato dal National Cancer Institute: il risultato è che il cambiamento delle abitudini sessuali ha aumentato di molto il rischio di contrarre il Papilloma Virus. Secondo l’articolo, solo nel 2009 sono stati diagnosticati negli USA 32 mila casi di tumore (lo calizzati a utero, ano, vagina,pene, bocca, testa, collo), riconducibili all’HPV.Bel paeseIn Italia, l’Istituto superiore di sanità ha sottolineato l’importanza di interventi di prevenzione contro le patologie da HPV nell’uomo: molto alto è infatti il numero dei soggetti affetti da condilomatosi (malattia a trasmissione sessuale caratterizzata da piccole escrescenze a livello degli organi genitali), causata nel 90% da HPV. Il messaggio di prevenzione è stato recepito dalle principali società scientifiche che si occupano della “sfera maschile”, con la stesura di un documento che consiglia l’estensione della vaccinazione anti HPV anche ai maschi di 12 anni. I giovani dai 18 ai 22 anni, sessualmente attivi, hanno una positività per l’HPV del 16%, secondo i dati 2010 della SIAMS (Società italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità).
Consulta Consigli Benessere per rimanere informato.

Attualmente in Italia la strategia vaccinale indirizza la vaccinazione contro l’HPV alle ragazze nel dodicesimo anno d’età. Da un punto di vista clinico, come già accennato, il Papilloma virus è messo in correlazione con i condilomi e con diversi tipi di tumore maligno (vulvovaginale, del pene, anale e orofaringeo). Non tutti i sottotipi dell’HPV causano però il cancro. Dei 160 tipi di HPV, 40 circa possono essere trasmessi attraverso contatti diretti durante i rapporti sessuali. Possiamo dividere l’HPV in due gruppi: quello che provoca i condilomi nel 90% dei casi (i tipi 6 e 11) e quello ad alto rischio di tumore (i tipi 16 e 18 sono responsabili della maggior parte dei tumori HPV correlati). È verosimile inoltre che lo sviluppo dei tumori maligni da HPV nelle sedi prima descritte sia associato anche a ulteriori fattori di rischio quali il fumo, la diminuzione delle difese immunitarie, una scarsa igiene orale, forme infiammatorie croniche.Per concludereI tempi cambiano e si modificano conseguentemente anche le abitudini sessuali. Teniamo presente che una maggiore libertà nei comportamenti, segno certo di emancipazione personale e della società, non sempre va di pari passo con la conoscenza delle eventuali conseguenze sul piano della salute.

È chiaro anche che se l’uso del profilattico diminuisce di molto le malattie a trasmissione sessuale, è altrettanto chiaro che una strategia vaccinale mirata porta a una diminuzione di complicanze temibili sul piano clinico, compatibilmente con il quadro economico contingente. Questo argomento, ovvero la cosiddetta allocazione delle risorse nel campo sanitario, è oggetto continuo di dibattito tra gli economisti della salute, in tutte le parti del mondo.

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